Nella scuola di tutti un programma per ciascuno

Come docenti di sostegno operiamo soprattutto nell’ambito della sperimentazione di modelli didattici che adattino metodi e programmi alle specificità di ogni singolo studente, perché riteniamo che la personalizzazione promuova inclusione, crescita culturale, prospettive per la vita adulta.


Molti allievi disabili scelgono ogni anno di iscriversi al Primo Liceo Artistico e ne sono ormai diventati parte integrante.
Negli ultimi tempi, dando per scontato l’inserimento scolastico e pur continuando a programmare in questo ambito attività di rinforzo, alcuni docenti di sostegno, che spesso lavorano in classi con allievi che presentano importanti rallentamenti e ostacoli nei processi di apprendimento, hanno allargato ulteriormente la riflessione per tentare di capire cosa significhi, in una scuola superiore, offrire anche a questi ragazzi un percorso personalizzato di apprendimento che valorizzi in classe le loro potenzialità, cerchi di rispettare i loro reali livelli di partenza, promuova la loro crescita culturale secondo le linee guida tipiche dell’Istituto che frequentano.
Infatti riteniamo che non sempre la semplice presenza continuativa dell’allievo disabile in classe sia garanzia automatica della sua inclusione e spesso anzi resta confinato in un mondo di conoscenze limitato, infantile e povero. Ci siamo confrontati anche con altri Istituti superiori della realtà torinese, con alcuni abbiamo formato una rete, abbiamo così verificato che la ricerca di percorsi formativi che favoriscano la personalizzazione degli apprendimenti per gli allunni con handicap, soprattutto se il deficit cognitivo è consistente, è argomento di interesse comune.

Finalità della nostra esperienza è quella di sperimentare la costruzione di percorsi specifici di apprendimento volti ad una valorizzazione globale dello studente disabile. Intendiamo trasformare queste singole pratiche didattiche in prassi, affinchè ogni Piano Educativo Individualizzato sia progettato attraverso MODELLI DIDATTICI DI ALTERNANZA.

Tali percorsi devono rispondere a determinate caratteristiche:
• valutare con attenzione le reali situazioni di partenza degli allievi ponendo attenzione all’età anagrafica e ai bisogni educativi;
• armonizzarsi con la programmazione curricolare d’Istituto;
• valorizzare le abilità dell’allievo facendolo sentire parte integrante di una classe che lavora in una certa direzione;
• avere carattere orientativo per indirizzare al futuro, possibilmente lavorativo.

Gli ambiti nei quali lavoriamo sono:




La ricaduta di questo MODELLO DIDATTICO DI ALTERNANZA all’interno del nostro Istituto è stata valutata positivamente a fronte di una serie di considerazioni:
• promuove un modello didattico di cooperazione fra docenti di sostegno e curricolari per l’integrazione delle competenze;
• trasforma, e non si limita a ridurre, i contenuti curricolari e li armonizza con la programmazione di classe;
• accresce la flessibilità e la personalizzazione della didattica,
• aumenta la visibilità e la dignità culturale degli allievi diversamente abili, che sono sempre inseriti ma non sempre integrati nelle classi;
• crea un percorso di crescita e di apertura verso il futuro, in direzione di una vita adulta.
• sviluppa le competenze dell’alunno negli apprendimenti, nella comunicazione, nella relazione e nella socializzazione.




Al fine di condividere questo modello possibile il nostro Liceo, nell’ambito del Piano Nazionale I CARE, ha promosso un convegno rivolto ai docenti delle Scuole superiori, agli Enti territoriali e di formazione, agli educatori, alle associazioni e ai genitori.